QUESTO DIARIO

Perchè continuo a tenere questo diario? Perchè mi piace leggervi dentro, ogni tanto, e condividere con chi lo legge certe sensazioni che sicuramente non sono il solo a provare. Non necessariamente quelle legate ad amore o passione, ma anche quelle che una poesia, una canzone o un'immagine può trasmettere a chi la guarda, legge o ascolta.

Guardate l'immagine in questa pagina: è Silca, un cane che ho avuto diverso tempo fa. Era davvero un bell'animale e questa fotografia ne è testimone.

Che cosa provate guardando questa immagine?

Credo che sicuramente ognuno di voi proverà cose diverse e anche diverse da quello che provo io, naturalmente. Ma guardate l'occhio sornione di Silca e sono convinto che ognuno di voi ci vedrà l'occhio del proprio cane, ...lo sguardo languido che ritrovo puntualmente in ogni cane che mi trovo a guardare negli occhi già dalla prima volta.

Avete mai provato a guardare dove finiscono gli occhioni scuri di un cane? Ci si sprofonda proprio dentro. Sembra di non toccare mai il fondo, tanto ti accorgi di essere incapace di cogliere alcun pensiero. Hanno sempre quel non so ché di triste, di vuoto... Sono davvero incantevoli ed enigmatici da ammirare.

Fondamentalmente sono queste cose che mi interesserebbe che chi legge apprezzasse. Quella di trovare le cose speciali nella vita di ogni giorno è sempre stato il mio "pallino".

Forse è un errore, ma a differenza di tanti miei amici, (purtroppo) anche molto cari, io non aspiro alla grandezza personale intesa in senso "materiale", che secondo me è avidità, prima di tutto perchè non credo che potrebbe portare del bene né a me né a chi mi sta intorno, ma soprattutto perchè di sicuro mi esimerebbe dal poter apprezzare le cose più normali ed incantevoli che conosco: il profumo del cipresso, della terra bagnata dalla pioggia improvvisa di un temporale o quello del pane appena sfornato... la consistenza setosa dei petali del papavero... i colori del codirosso e del cardellino... il "suono" magnifico del vento che salendo dai campi verso casa mia, passa attraverso le fronde dei cedri libanesi. Tutto questa normalità che mi appare continuamente così meravigliosa. 

Tutto questo non se lo potrà mai comperare nessuno e nessuno mai lo potrà progettare e costruire, esiste già e va preso e non solo accettato, ma apprezzato così com'è.

Ecco è questo che voglio sottolineare nelle pagine del mio "Diario". Vorrei che chi mi sta intorno potesse apprezzare tanto bene quanto me la "Normalità" di ogni giorno, perchè anche se a volte, forse spesso, il mondo che ci sta davanti ci sembra troppo duro e inadatto a quello che siamo noi e che, badate bene, sono convinto sia una cosa che vale un po' per tutti, indistintamente, bisogna imparare a vedere il buono che nasce in ogni piccola cosa.

Forse proprio perchè la realtà mi appare tanto difficile da affrontare mi sforzo di apprezzarne le cose belle... ed è più o meno quello che voglio scrivere nei miei tanti diari. Condividere con chiunque li legga un briciolo di meravigliosa normalità.

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