NOTTE AMARA

fiore solo

Un paese.

Una festa "normalizzata" dall'alcool.

Una festa che ha il sapore dolce e inebriante di un altro presente. Di un passato che non può più ritornare.

Eccoti con i tuoi capelli corvini, lucidi come mille crisoliti. Numerosi e folti come la rena del mare.

Tanta gente in fila, seduta su di un muretto scortecciato, ma familiare, di un locale d'inizio estate.

Tanti volti all'insù che guardano le pendici boscose del monte, che si inerpicano aspre verso quel meraviglioso nastro scuro d'asfalto.

Ti guardo dentro quegli occhioni di figluola d'altri tempi, e li vedo tristi di lagrime...

... un po' spenti.

...un po' velati.

La musica che si alza martellante.

Il mio amico che mi confida dei dubbi pesanti, che alle mie orecchie, nella mia testa, suonano e rimbombano come amrissime certezze , di un futuro, che non può continuare a sopravvivere.

Ti guardo attento, metre te ne vai, perchè devi andare. Mentre te ne vai per non ritornare.

Guardo la tua camminata. Osservo i tuoi lunghi passi distesi ed un po' molleggiati. Passi da "gambuto" uccello aquatico. Li osservo con la medesima curiosità con la quale li ho osservati la prima volta.

Osservo i tuoi fianchi ossuti e, forse, un po' sgraziati. I tuoi piccoli polsi e le tue braccia sottili che ondeggiano, come danzando, lungo le linee del tuo corpo che si fanno indistinte nel crepuscolo fosco di questa sera.

Risuona nella mia testa la tua risata, la tua voce rauca, ma un po' mielosa.

E lo penso ancora.

 Penso alla tua inadeguatezza per il tempo presente... alla nostra amicizia fatta di frasi e modi di dire prese in prestito dai nonni.

E mentre il mio corpo palpitante va svegliandosi da questosogno amaro, mi trovo a provare una certa, dolentissima, nostalgia.

Quello stesso languore dedlicato, ma costante, che provo di nuovo ritrovandoti nelle foto di un maggio radioso.

Sei una donna d'altri tempi...

... peccato doversene andare..

 

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